Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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3 Novembre 2023
VERSO UNA DIFFUSIONE DELLA COOPERATIVE COMPLIANCE
La legge delega per la riforma fiscale (L. 111/2023) evidenzia una forte spinta del legislatore verso l’opportunità che i contribuenti si dotino di un Tax control framework adeguato alla gestione dei rischi fiscali, nell’ambito dell’adesione all’istituto dell’adempimento collaborativo (“Cooperative Compliance”).
Si ricorda come l’istituto della Cooperative Compliance, introdotto con il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, si ponga l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente che mira ad un aumento del livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Tale obiettivo è perseguito tramite l’interlocuzione costante e preventiva con il contribuente su elementi di fatto, ivi inclusa l’anticipazione del controllo, finalizzata ad una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali. È un istituto che prevede l’adesione volontaria del contribuente qualora sia in possesso di specifici requisiti soggettivi e oggettivi.
I benefici del regime di adempimento collaborativo sono subordinati all’adozione, da parte dell’impresa, di un sistema interno di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (“Tax Control Framework” o “Tcf”), la cui efficacia deve essere mantenuta nel tempo.
In origine tale istituto era accessibile a poche multinazionali con livelli di fatturato estremamente rilevanti (10 miliardi). Nel tempo, si è vista una progressiva riduzione della soglia dimensionale (oggi pari a un miliardo) e il conseguente allargamento della diffusione dello strumento a un numero sempre crescente di contribuenti.
La delega fiscale si pone l’obiettivo di ridurre ulteriormente la soglia di accesso che dovrebbe in prospettiva riguardare tutti i grandi contribuenti (l’attuale soglia di fatturato per identificare i grandi contribuenti è quella dei 100 milioni di euro). Viene, inoltre, introdotta, in un’ottica di agevolazione all’accesso all’istituto, la procedura di certificazione del Tcf da parte di professionisti qualificati. Da qui, l’auspicio che il modello funzionale, attualmente a struttura aperta, venga rimodellato con una struttura standard dotata di una mappa standardizzata dei processi aziendali e, conseguentemente, dei rischi fiscali applicabili per macrocategoria di contribuenti.

