Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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28 Febbraio 2025
TRANSFER PRICING: QUANDO IL CONFRONTO TRA PREZZI PORTA A UN ACCERTAMENTO ERRATO
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4610/2025, ha chiarito un aspetto fondamentale in materia di transfer pricing: un accertamento fiscale basato su un confronto di prezzi inappropriato può essere dichiarato illegittimo.
Nel caso esaminato, l’Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società italiana di aver venduto i propri prodotti a una controllata tedesca a un prezzo inferiore rispetto a quello applicato ai clienti francesi, ritenendo che ciò configurasse una violazione delle regole sul transfer pricing. Tuttavia, la società ha dimostrato che il confronto effettuato dall’Amministrazione non teneva conto di un elemento cruciale: la differente struttura distributiva nei due mercati.
Mentre in Germania la controllata svolgeva il ruolo di importatore esclusivo, assumendosi tutti i costi e i rischi della distribuzione (tra cui la gestione della rete commerciale e le attività promozionali), in Francia le vendite erano effettuate direttamente dalla casa madre italiana. Questa differenza sostanziale rendeva improprio il raffronto tra i due prezzi, in quanto non rifletteva le specificità dei mercati e delle modalità di vendita.
I giudici hanno accolto le argomentazioni della società, sottolineando che, secondo le linee guida OCSE, il metodo di determinazione del valore normale deve essere scelto in base alle caratteristiche del caso concreto, senza un’applicazione rigida di gerarchie predefinite. Il semplice confronto tra prezzi non è sufficiente se non viene accompagnato da un’analisi funzionale approfondita, che tenga conto delle attività svolte e dei rischi assunti dalle parti coinvolte nella transazione.
Di conseguenza, la Cassazione ha confermato l’illegittimità dell’accertamento, ribadendo che l’onere della prova spetta all’Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare in modo fondato l’esistenza di una manipolazione dei prezzi di trasferimento.
Questa sentenza rappresenta un precedente significativo per le imprese che operano in contesti internazionali, poiché evidenzia l’importanza di una corretta analisi comparativa nel transfer pricing e la necessità di considerare le peculiarità di ogni mercato prima di procedere con eventuali rettifiche fiscali.
