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Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 2 Febbraio 2024

SEPARAZIONE DAL CONIUGE E BENEFICI PRIMA CASA

Solo l’accordo patrimoniale sotto il controllo del giudice permette di evitare la decadenza del bonus prima casa (imposta di registro al 2% e imposta ipotecaria e catastale fissa per i privati) in caso di vendita dell’immobile nei primi 5 anni dall’acquisto e senza il conseguente riacquisto di un nuovo immobile entro un anno.

È quanto emerge dalla sentenza 6331/11/2023 della Cgt del Lazio che, ribaltando la sentenza di primo grado, accoglie le ragioni del Fisco, il quale contestava ad un contribuente la perdita dei benefici ottenuti per l’acquisto dell’immobile prima casa durante il matrimonio, a seguito della vendita infraquinquiennale della suddetta abitazione.

Il contribuente sosteneva che il mancato riacquisto di una nuova abitazione entro i termini di legge non avrebbe dovuto comportare la perdita delle agevolazioni poiché di fatto, avendo agito di comune accordo con il coniuge ed avendo diviso con questo la somma ricavata, si era agito come nell’ambito della negoziazione globale del rapporto tra coniugi in fase di separazione.

Tuttavia, i giudici di secondo grado sono giunti ad una diversa conclusione: la vendita dell’immobile acquistato durante il matrimonio per non produrre la decadenza dall’agevolazione prima casa deve avvenire in esecuzione dell’accordo di separazione tra i coniugi, sotto il controllo del giudice.

Nel caso in esame, invece, la cessione non è avvenuta all’interno dell’accordo patrimoniale in fase di separazione ma in via autonoma.


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