Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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8 Maggio 2026
PARTICIPATION EXEMPTION: LA “DESTINAZIONE STRATEGICA” GUIDA LA CLASSIFICAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 11695) offre un’interpretazione rilevante per l’applicazione del regime di participation exemption (PEX), con particolare riferimento al requisito dell’iscrizione delle partecipazioni tra le immobilizzazioni finanziarie.
Come noto, ai sensi dell’art. 87 del TUIR, per beneficiare dell’esenzione del 95% delle plusvalenze, è necessario, tra gli altri requisiti, che la partecipazione sia iscritta tra le immobilizzazioni nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso. La pronuncia in esame si concentra proprio sui criteri che guidano tale classificazione.
Secondo la Cassazione, non è sufficiente valutare la “durevolezza” dell’investimento in senso astratto: assume un ruolo centrale la destinazione strategica attribuita dagli amministratori. In altri termini, la classificazione contabile deve riflettere la reale finalità economica dell’investimento.
Se la partecipazione è acquisita con finalità speculative o con l’intento di dismetterla nel breve periodo, essa deve essere iscritta nell’attivo circolante. Al contrario, solo una scelta consapevole e supportata di detenzione stabile e di lungo periodo giustifica l’iscrizione tra le immobilizzazioni finanziarie.
La Corte richiama anche i principi contabili nazionali, evidenziando come la volontà degli amministratori e la concreta capacità di mantenere l’investimento nel tempo siano elementi determinanti. Nel caso analizzato, la sequenza degli eventi ha dimostrato l’assenza di una reale strategia di lungo termine, portando a escludere la corretta iscrizione tra le immobilizzazioni e, conseguentemente, il beneficio PEX.

