Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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12 Giugno 2025
ONERE DELLA PROVA DEL LAVORATORE IN CASO DI SUPERAMENTO DEL COMPORTO
Con l’ordinanza n. 14157 del 27 maggio 2025, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, ha fornito chiarimenti rilevanti in materia di licenziamento per superamento del periodo di comporto. In particolare, la Suprema Corte ha affermato che, qualora il licenziamento avvenga per assenze prolungate dovute a malattia, spetta al lavoratore l’onere di dimostrare che tale malattia sia causalmente collegata alle mansioni svolte. Solo in presenza di tale prova, infatti, le assenze possono essere escluse dal computo del comporto per effetto della responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c. In assenza di elementi certi in tal senso, il datore di lavoro è legittimato a includere nel calcolo tutte le giornate di malattia.
Nel caso oggetto del giudizio della Corte, un lavoratore aveva impugnato il licenziamento sostenendo che le assenze computate derivassero da una malattia professionale e che la società non avesse fornito, su sua richiesta, informazioni necessarie a valutare la situazione. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che il dipendente non avesse assolto all’onere probatorio richiesto, avvalorando invece la posizione del datore di lavoro.
La decisione della Cassazione conferma quindi l’impostazione secondo cui, in materia di comporto e malattia professionale, il datore di lavoro può considerare legittimamente tutte le assenze nel computo, salvo che il lavoratore dimostri il contrario con elementi specifici.

