Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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12 Giugno 2025
LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA ANCHE PER FATTI PREGRESSI COMMESSI DAL LAVORATORE
Con l’ordinanza n. 4227 del 18 febbraio 2025, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – ha ribadito che anche condotte gravi e dolose poste in essere dal lavoratore prima dell’assunzione, ma scoperte successivamente dal datore di lavoro, possono legittimare il licenziamento per giusta causa, ai sensi dell’articolo 2119 del codice civile.
Nel caso esaminato dalla Corte, un dipendente era stato licenziato a seguito del rinvenimento, da parte delle autorità, di numerosi plichi postali manomessi e mai consegnati, risalenti a un precedente rapporto di lavoro. Nonostante i fatti fossero anteriori all’instaurazione del nuovo rapporto, la Corte ha ritenuto che la loro gravità, non contestata dal lavoratore, avesse compromesso irrimediabilmente il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.
Secondo la Cassazione, la fiducia è elemento centrale del rapporto di lavoro e può essere lesa anche da comportamenti estranei alla relazione lavorativa in corso, se incompatibili con l’integrità professionale e l’affidabilità richiesta dalle mansioni svolte.

