Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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22 Settembre 2026
OMESSA COMUNICAZIONE DEL CONFLITTO DI INTERESSI E LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA
Il Tribunale di Pisa, Sezione Lavoro, con sentenza n. 800 del 15 giugno 2026, ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa di una dipendente che aveva omesso, per più di un anno, di comunicare al datore di lavoro che il proprio figlio ricopriva la carica di consigliere di amministrazione di una società fornitrice.
La circostanza di cui sopra aveva fatto sorgere nell’azienda un fondato sospetto di conflitto di interessi, determinando l’avvio di verifiche, successivamente estese anche alla posta elettronica aziendale della lavoratrice. Il controllo, effettuato mediante specifiche parole chiave, aveva fatto emergere ulteriori elementi relativi ai rapporti della dipendente con la società fornitrice.
Con specifico riferimento al controllo della posta elettronica aziendale, il Tribunale ha ricordato che i c.d. controlli difensivi, diretti ad accertare specifiche condotte illecite del lavoratore, possono essere effettuati in presenza di concreti indizi, purché siano mirati e successivi all’insorgenza del fondato sospetto. Nel caso concreto, sono stati ritenuti utilizzabili soltanto i dati successivi al 18 ottobre 2021, data dalla quale la lavoratrice risultava adeguatamente informata sulle regole aziendali relative all’utilizzo degli strumenti informatici e ai possibili controlli.
Quanto al licenziamento, il giudice ha ritenuto che la prolungata omissione integrasse una violazione dell’obbligo di fedeltà ex art. 2105 c.c., tale da compromettere definitivamente il vincolo fiduciario. Proprio in ragione della gravità della condotta, il Tribunale ha considerato proporzionata la sanzione espulsiva, escludendo l’adeguatezza di una misura conservativa, poiché il comportamento della lavoratrice aveva fatto venir meno la possibilità per il datore di lavoro di confidare nella sua futura correttezza.
