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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 3 Novembre 2023

IL DIRITTO D’AUTORE ALLA PROVA DELLE INTELLIGENZE ARTIFICIALI GENERATIVE 

Nel contesto dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IA generativa), che comprende sistemi in grado di creare testi, immagini, video, audio, codici o dati sintetici, emergono importanti questioni legate ai diritti d’autore. Questi temi stanno rapidamente guadagnando rilevanza sia a livello nazionale che internazionale. In primo luogo, una questione cruciale riguarda l’utilizzo di opere protette nei dataset di allenamento dei sistemi di IA generativa. Questo solleva dubbi sul rispetto dei diritti d’autore e ha già portato a reclami legali nelle giurisdizioni di common law. In alcune cause, le aziende responsabili dei sistemi IA generativi, come Chat GPT o Stability IA, sono state accusate di aver utilizzato opere protette senza il consenso, il riconoscimento o la compensazione dovuta ai detentori dei diritti di proprietà intellettuale. Tuttavia, questi casi spesso si risolvono con accordi compensativi, il che mette in luce una serie di problemi probatori. La mancanza di trasparenza riguardo all’origine e all’uso dei dati nei dataset di addestramento può rendere estremamente difficile per gli autori danneggiati dimostrare l’uso non autorizzato delle proprie opere. Inoltre, gli sviluppatori e gli utenti finali di queste tecnologie spesso non hanno accesso completo alle informazioni sui dataset, complicando ulteriormente il processo probatorio. Questo solleva interrogativi sulla necessità di obblighi di divulgazione più chiari e accessibili per chi utilizza tali tecnologie.

In secondo luogo, emerge la discussione relativa alla possibilità di attribuire diritti di proprietà intellettuale alle opere create tramite l’IA generativa. In una recente Ordinanza della Corte di Cassazione (n. 1107 del 16 gennaio 2023), si è affermato che l’uso di un software nel processo creativo di un’opera non è sufficiente a negare il carattere creativo di quest’ultima. Tuttavia, è essenziale un esame rigoroso del grado di creatività, e la prevalenza del contributo umano rispetto a quello della macchina è un criterio importante. In altre parole, la macchina può assistere nella creazione, ma il contributo principale deve provenire dall’essere umano. Nonostante questi chiarimenti, il concetto di un’opera d’arte o di un lavoro coperto da diritto d’autore creato interamente da una macchina, anche se guidata e supervisionata dall’essere umano, rimane al di là dell’attuale portata giuridica.

A livello sovranazionale, l’Unione Europea sta lavorando su un quadro legislativo noto come “Artificial Intelligence Act”. Questo atto mira a regolamentare l’uso e lo sviluppo dei sistemi basati sull’IA nell’UE. Le principali questioni in discussione riguardano la classificazione dei sistemi IA in base al rischio, l’imposizione di obblighi e restrizioni, la promozione della trasparenza e l’implementazione di sanzioni per le violazioni. Rappresenta di fatto uno sforzo significativo per affrontare le sfide etiche e legali poste dall’IA generativa a livello comunitario.


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