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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 5 Luglio 2024

DICHIARAZIONE INFEDELE: NOVITA’ IN ARRIVO DAL 1° SETTEMBRE 2024

In data 28 giugno 2024, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DLgs. 14 giugno 2024 n. 87 di riforma delle sanzioni tributarie, che introduce molte novità sia dal punto di vista amministrativo che penale.

Le nuove sanzioni, eccezion fatta per le norme di natura penale e inerenti ai rapporti tra processo penale e tributario, operano per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024.

Una delle fattispecie interessate è la dichiarazione infedele, disciplinata negli artt. 1, 2 e 5 del DLgs. 471/97, riguardanti i modelli redditi, IRAP, 770 e IVA, fattispecie alquanto comune che si concretizza ogniqualvolta si presenti una dichiarazione con una imposta che, per un qualsiasi motivo, si rivela inferiore a quella dovuta.

Le nuove norme operano per le violazioni commesse in occasione dei modelli REDDITI e IRAP 2024 (periodo di imposta 2023) in scadenza il 15 ottobre 2024 e per il modello 770/2024 (anno 2023) in scadenza il 31 ottobre 2024.

Le modifiche alla violazione da dichiarazione infedele sono le seguenti:

  • per le fattispecie base, non ci sarà più la forbice edittale dal 90% al 180% dell’imposta, ma una percentuale fissa del 70%, con un minimo di 150 euro;
  • in caso di condotte fraudolente, la sanzione base non è più aumentata della metà, ma dalla metà al doppio (prima poteva, in altre parole, essere dal 135% al 270% mentre in futuro potrà essere dal 105% al 140%);
  • non ci sarà più l’aumento del terzo per i redditi esteri non dichiarati.

Viene poi introdotto il comma 2-bis, secondo cui “Se la violazione di cui al comma 2 emerge dalla presentazione di una dichiarazione integrativa non oltre i termini stabiliti dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e, comunque, prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo, si applica sull’ammontare delle imposte dovute la sanzione prevista dall’articolo 13, comma 1, aumentata al doppio. Se non sono dovute imposte si applica la misura minima di cui al comma 2, primo periodo”.

Si attribuisce valore all’integrativa in assenza di controlli, in via (almeno così sembra) indipendente dal ravvedimento operoso. Pertanto se viene presentata una integrativa prima dei controlli la sanzione è pari al 50% (la sanzione sui versamenti, nella nuova e più favorevole misura del 25%, viene raddoppiata ed “equiparata” a una dichiarazione infedele) e, in sede di ravvedimento, le riduzioni delle sanzioni dovranno avere come parametro la sanzione del 50% e non del 70%.


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