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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 15 Maggio 2026

CONTROLLI ECCESSIVI, PRESSIONI E DEMANSIONAMENTO: PER LA CASSAZIONE È MOBBING

Configurabile il mobbing quando il dipendente è sottoposto a continui richiami, controlli eccessivi e trattamenti discriminatori: in tali casi scatta il diritto al risarcimento del danno.

Questo è ciò che ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12547 del 4 maggio 2026, respingendo il ricorso di un’azienda condannata per aver sottoposto un lavoratore a pressioni immotivate e protratte nel tempo. I giudici hanno ritenuto decisivo il complesso delle condotte poste in essere dai superiori: controlli insistenti e ingiustificati, disparità di trattamento rispetto ai colleghi, continui richiami privi di fondamento e diniego dei permessi: un insieme di comportamenti sistematici che evidenzia un intento vessatorio e persecutorio.

Viene accertato anche il demansionamento dovuto all’assegnazione a mansioni meramente esecutive e prive di autonomia, non coerenti con l’inquadramento del lavoratore. La Corte ha escluso che tale scelta fosse giustificata da condizioni di salute, rilevando come il dipendente avesse continuato a svolgere le precedenti mansioni, anche dopo le certificate condizioni mediche, per un periodo significativo e che, in ogni caso, il datore di lavoro non aveva provato l’impossibilità di assegnarlo a mansioni equivalenti.

Determinanti, infine, le prove testimoniali e la documentazione medica, che hanno confermato sia il carattere persecutorio delle condotte sia il danno alla salute psico-fisica del lavoratore, direttamente collegato all’ambiente lavorativo.


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