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Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 26 Giugno 2026

CASSAZIONE: ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DELLA DIPENDENTE CHE REAGISCE ALLE MOLESTIE DELL’EX COLLEGA

La Corte di Cassazione, con sentenza del 15 giugno 2026, è tornata a pronunciarsi sul principio di proporzionalità delle sanzioni disciplinari.

Il caso concreto sottoposto al giudizio della Suprema Corte ha avuto ad oggetto lo sputo di una donna nei confronti del proprio collega, con il quale in precedenza aveva avuto una relazione sentimentale, che da tempo poneva in essere comportamenti da questa indesiderati e insistenti, non accettando la fine della loro relazione sentimentale. Nonostante il comportamento posto in essere dalla dipendente fosse censurabile dal punto di vista disciplinare, tuttavia è stato ritenuto quale punto di arrivo di varie vicissitudini personali.

La Cassazione ha ribadito che la “giusta causa” di licenziamento costituisce una clausola generale, la cui applicazione richiede un’attenta valutazione delle circostanze concrete del caso. Infatti, il giudizio di proporzionalità tra la condotta contestata e la sanzione espulsiva non si può limitare alla sola gravità oggettiva del fatto, ma anche agli aspetti soggettivi, al contesto in cui si è verificato l’episodio, e all’eventuale incidenza di comportamenti provocatori o concausali tenuti dalla controparte.

Nel caso di specie, i giudici hanno ritenuto che il gesto dello sputo, nonostante fosse da considerarsi quale comportamento riprovevole e suscettibile di sanzione, non fosse idoneo a determinare una compromissione irreversibile del vincolo fiduciario con il datore di lavoro, soprattutto in considerazione delle pressioni sentimentali e delle molestie subite dalla lavoratrice.


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