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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 24 Aprile 2026

CAREGIVER E LAVORO: LA CASSAZIONE IMPONE ORARI FLESSIBILI PER ASSISTERE FIGLI DISABILI

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9104 del 10 aprile 2026, ha stabilito che scatta la discriminazione indiretta quando il datore di lavoro non adotta soluzioni ragionevoli e stabili per consentire ad un dipendente di conciliare l’assistenza di un figlio disabile con il lavoro, come ad esempio l’assegnazione ad un turno fisso o flessibile. La discriminazione si configura anche quando le soluzioni adottate sono temporanee o per periodi eccessivamente lunghi.

Questa decisione segue la sentenza C-38/24 della Corte di Giustizia UE, che ha chiarito che la tutela contro la discriminazione prevista dalla direttiva 2000/78/CE si applica non solo ai lavoratori disabili, ma anche ai genitori caregiver di figli disabili. In questi casi, il datore di lavoro è obbligato ad adottare “accomodamenti ragionevoli”, a meno che non comportino un onere sproporzionato per l’azienda.

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, una dipendente di una compagnia di trasporti aveva richiesto un turno fisso dalle 8:30 alle 15:00 per poter assistere il figlio disabile nel pomeriggio. Pur essendo disposta ad accettare anche mansioni inferiori, il datore di lavoro ha rifiutato, offrendo solo soluzioni temporanee. La Corte d’Appello aveva escluso la discriminazione, ma la Cassazione ha precisato che provvedimenti temporanei non sono adeguati quando la condizione del figlio disabile è permanente.

Il datore di lavoro, quindi, deve adottare soluzioni stabili che non impongano un onere sproporzionato, garantendo al caregiver la possibilità di adempiere ai suoi obblighi familiari senza essere svantaggiato rispetto agli altri lavoratori.


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