Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 3 Giugno 2022

ACCERTAMENTO INDUTTIVO: attenzione anche alle scritture non obbligatorie

Dalla recente sentenza della Cassazione (n. 12127 del 14.4.2022) si apprende che l’amministrazione finanziaria è facoltizzata ad emettere accertamenti induttivi anche sulla base di gravi irregolarità riscontrate nelle scritture contabili, anche se non obbligatorie. Nel caso di specie il contribuente aveva redatto distinte di magazzino, che i verificatori avevano constatato riportare valori anomali e privi di una logica contabile. Nonostante il soggetto verificato non fosse tenuto alla contabilità di magazzino, l’Agenzia ha provveduto all’emissione dell’accertamento. I giudici della Cassazione, chiamati a pronunciarsi sulla correttezza dell’operato dell’amministrazione finanziaria, ne hanno avallato il comportamento, ricordando che l’art. 39, comma II, lett. d-, del D.P.R. n. 600/1973, riferendosi alle “irregolarità delle scritture contabili”, tali da renderle inattendibili nel loro complesso, per mancanza delle garanzie proprie di una contabilità sistematica, non operano alcuna distinzione tra le scritture obbligatorie e quelle che non lo sono. Ricordiamo che la nozione di “scritture contabili” comprende tutti i documenti che registrino, sia in termini quantitativi, sia monetari, i singoli atti d’impresa ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta. Nel concetto è naturalmente compresa anche la contabilità “in nero”, spesso costituita da appunti personali e da informazioni dell’imprenditore, idonea a costituire in sé valido elemento indiziario e a ribaltare sul contribuente l’onere di fornire adeguata prova contraria.


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