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11 Giugno 2026
ONLINE LA NUOVA GUIDA OPERATIVA DI CONFINDUSTRIA SUL WHISTLEBLOWING
A seguito del Decreto 23/2024 in materia di Whistleblowing sono state emanate le Linee Guida ANAC, adottate con delibera del 12 luglio 2023, poi integrate con ulteriori Linee Guida sul canale interno di segnalazione, adottate con delibera del 12 dicembre 2025. Le prime approfondiscono le procedure per la presentazione e gestione delle segnalazioni esterne, nonché indicazioni e principi di cui enti pubblici e privati possono tener conto per i canali interni; le seconde, invece, oggetto della nuova versione della Guida Operativa relativa al Whistleblowing da parte di Confindustria, sono dedicate all’istituzione e gestione del canale interno nei soggetti privati e pubblici. La nuova Guida operativa, a titolo non esaustivo delle novità implementate:
- integra formalmente nei suoi capitoli le indicazioni ANAC sul canale interno, soprattutto in termini di requisiti tecnici, ruoli, gestione e governance organizzativa, con preferenza per piattaforme informatiche dedicate rispetto all’uso di semplici e‑mail, per garantire riservatezza, tracciabilità e sicurezza;
- indica i requisiti e le caratteristiche fondamentali del gestore delle segnalazioni: se prima veniva individuata tale figura con genericità, ora la sua designazione è subordinata a requisiti di autonomia, competenze e formazione specifica. Le linee guida dedicano particolare attenzione alla gestione del conflitto di interessi e dell’assenza del gestore delle segnalazioni, imponendo agli enti di disciplinare preventivamente, nell’atto organizzativo o nel MOG 231, la figura del “sostituto del gestore”.
Innanzitutto, il sostituto deve intervenire nei casi in cui il gestore:
- sia direttamente coinvolto nella segnalazione;
- coincida con il segnalante;
- presenti situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale;
- sia assente per un periodo prolungato (ANAC indica come riferimento un’assenza superiore a 7 giorni;
In pratica, l’OdV risulta spesso il soggetto maggiormente idoneo nelle realtà dotate di Modello 231, in quanto già destinatario di flussi informativi di compliance, autonomo rispetto al management, dotato di competenze investigative e di controllo interno e già soggetto normalmente vincolato a obblighi di riservatezza. Le Linee Guida affrontano inoltre il tema del cumulo di incarichi con il Responsabile della Protezione dei Dati (RPD/DPO). ANAC richiama espressamente le indicazioni del Garante Privacy, evidenziando che il cumulo tra funzione di RPD e gestore whistleblowing può compromettere l’effettività delle due funzioni, soprattutto negli enti strutturati o di grandi dimensioni. Dal punto di vista operativo, emerge quindi una linea interpretativa abbastanza chiara: l’OdV rappresenta il candidato “naturale” come gestore o sostituto nei modelli 231 maturi, mentre il RPD/DPO dovrebbe invece mantenere un ruolo consultivo e di supporto privacy, evitando — salvo casi eccezionali — di coincidere con il gestore o con il sostituto, per evitare sovrapposizioni tra funzione di controllo privacy e funzione istruttoria/investigativa.
- sulla tutela del segnalante, Confindustria pone maggior dettaglio su ritorsioni, riservatezza e sanzioni. In particolare la Guida insiste in modo particolare su un concetto: la riservatezza non riguarda solo il nome del segnalante, ma anche gli elementi indiretti identificativi, le circostanze del fatto, i documenti allegati, i metadati informatici, le registrazioni vocali.
Viene ampliato inoltre il concetto di ritorsione, non limitandosi più solo al licenziamento o alle sanzioni disciplinari ma inserendo, secondo un criterio sostanziale, anche demansionamenti, mancate promozioni, trasferimenti improvvisi, isolamento professionale, discriminazioni economiche, pressione psicologica, ostacoli indiretti all’opportunità di carriera. Anche il “tentativo di ritorsione” può essere rilevante. Per quanto riguarda le sanzioni, Confindustria sottolinea che il rischio non è solo economico, ma possono emergere profili 231, responsabilità giuslavoristiche, invalidità di provvedimenti disciplinari
contenzioso per discriminazione o mobbing.
- per i Gruppi societari, afferma inequivocabilmente la possibilità di predisporre un unico canale di segnalazione, ma ramificato, garantendo che ciascun ente acceda esclusivamente alle segnalazioni di propria spettanza tramite misure tecniche e organizzative adeguate a tale scopo.
Per ulteriori approfondimenti, La invitiamo a scaricare e prendere visione della nuova Guida operativa di Confindustria, disponibile sul sito web https://www.confindustria.it/documenti/nuova-disciplina-whistleblowing/ .
