Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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17 Aprile 2026
VERSAMENTI IN CONTO FUTURO AUMENTO DI CAPITALE: IMPATTO SUL COSTO FISCALE DELLE PARTECIPAZIONI
Con l’ordinanza n. 9629/2026, la Cassazione si è pronunciata sul trattamento fiscale dei versamenti effettuati dai soci in vista di futuri aumenti di capitale, successivamente non deliberati, ai fini della determinazione della plusvalenza da cessione di partecipazioni.
Il caso riguarda versamenti effettuati da un socio per un futuro aumento di capitale poi non realizzato. L’ordinanza chiarisce che tali versamenti, se condizionati all’approvazione di una delibera di aumento di capitale entro un termine stabilito, non sono considerati acquisiti definitivamente al patrimonio sociale. In caso di mancata delibera, il socio ha diritto alla restituzione delle somme versate, poiché il versamento ha una finalità di aumento del capitale potenziale, che diventerà effettivo solo dopo la delibera.
In relazione al regime della participation exemption (PEX), la Cassazione ha specificato che i versamenti in conto futuro aumento di capitale, pur essendo destinati a rafforzare il capitale sociale, non sono inclusi nel costo fiscale della partecipazione ceduta. Di conseguenza, tali somme non influiscono sul calcolo della plusvalenza esente da tassazione al 95% per la cessione delle partecipazioni, poiché, in caso di mancato aumento di capitale, il socio potrà richiedere la restituzione della somma versata.
Questa interpretazione è rilevante non solo per le cessioni che beneficiano della PEX, ma anche per le cessioni che generano plusvalenze integralmente imponibili.

