Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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19 Settembre 2025
PUBBLICITÀ E RAPPRESENTANZA: LA CASSAZIONE CHIARISCE I CRITERI DISTINTIVI
Con l’ordinanza n. 25143/2025, la Corte di Cassazione è tornata a esaminare la distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza, affermando, con una interpretazione innovativa rispetto alle precedenti pronunce, che il criterio fondamentale è quello degli obiettivi perseguiti.
Le spese di rappresentanza sono finalizzate ad accrescere l’immagine e il prestigio dell’impresa presso interlocutori selezionati, senza l’obbiettivo di generare un ritorno immediato sulle vendite. Esempi tipici sono eventi istituzionali, cene con clienti o omaggi aziendali. Anche se possono produrre benefici economici indiretti, il loro scopo principale è relazionale e reputazionale.
Le spese di pubblicità, invece, hanno una finalità diretta e mirata alla promozione dei prodotti e servizi, tramite attività di carattere reclamistico e organizzativo rivolte al mercato. In questo caso, la connessione con l’incremento delle vendite è immediata. Ne consegue un trattamento fiscale più favorevole.
La Cassazione sottolinea, infine, che il criterio della gratuità, introdotto dal DM 19 novembre 2008 come elemento caratterizzante delle spese di rappresentanza, non è di per sé sufficiente a determinare la qualificazione della spesa. Esso rappresenta piuttosto un indice utile, ma non esclusivo. L’aspetto determinante è la funzione effettiva della spesa, valutata in relazione agli obiettivi aziendali.

