Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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15 Marzo 2024
LIMITAZIONI IVA PER LE SOCIETA’ DI COMODO: NORMATIVA ITALIANA INCOMPATIBILITE CON LA DIRETTIVA EUROPEA
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nell’ambito della causa C-341/22, si è espressa riguardo alle regole italiane sulle cosiddette società “di comodo”. Secondo le norme italiane, una società è considerata “non operativa” e quindi con limitazioni sull’IVA in termini di detrazione e rimborso, se i suoi ricavi e altri introiti non superano una certa soglia, calcolata in base al valore delle sue attività patrimoniali.
Tuttavia, la Corte ha chiarito che, secondo le regole europee (Direttiva 2006/112/CE), non si può negare a una società lo status di soggetto passivo IVA o il diritto di detrazione dell’IVA solo perché i suoi introiti sono inferiori a una soglia di reddito fissata preventivamente. La Direttiva stabilisce che chiunque svolga un’attività economica in modo indipendente deve essere considerato soggetto passivo IVA, senza guardare ai risultati economici.
Secondo la Corte, per avere diritto alla detrazione dell’IVA, una società deve solo dimostrare:
- di essere un soggetto passivo;
- di usare a valle i beni o servizi per attività imponibili, avendoli acquistati a monte da un altro soggetto passivo.
Questa decisione enfatizza che le regole IVA devono essere applicate in modo uniforme e non possono dipendere da soglie di introiti stabilite da una normativa nazionale.
