La Corte di Cassazione con propria pronuncia n. 20036 del 18 luglio 2025 ha ribadito il principio secondo cui il licenziamento per giusta causa è legittimo quando il comportamento del lavoratore lede gravemente il vincolo fiduciario e la dignità di colleghi, in particolare in presenza di offese discriminatorie. Nel caso esaminato, un dipendente è stato licenziato per aver deriso una collega con disabilità, attraverso gesti offensivi e discriminatori che travalicano la semplice “inurbanità” sanzionata dal CCNL. La Corte ha confermato la proporzionalità della sanzione anche alla luce della recidiva specifica e di una lunga serie di precedenti disciplinari, escludendo il carattere ritorsivo del licenziamento. Importante è stato il richiamo al ruolo del giudice di merito nel valutare la gravità della condotta e nel decidere la sanzione, inappellabile in sede di legittimità.