Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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22 Maggio 2026
LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO, BASTA UN EREDE PER IMPUGNARE: PUÒ OTTENERE L’INTERO RISARCIMENTO
Il singolo erede del lavoratore deceduto può impugnare autonomamente il licenziamento e ottenere l’intera indennità risarcitoria, senza coinvolgere gli altri coeredi: lo ha stabilito il Tribunale di Venezia con una sentenza pubblicata il 21 aprile 2026.
Secondo il giudice, la solidarietà tra coeredi opera solo ai fini della prescrizione e non della decadenza: per questo l’impugnazione proposta da uno solo degli eredi interrompe i termini esclusivamente nei suoi confronti, ma gli consente comunque di agire per l’intero credito ereditario, con successivo obbligo di rendiconto verso gli altri coeredi. Nel caso esaminato, infatti, uno solo degli eredi aveva sottoscritto l’impugnazione stragiudiziale del licenziamento entro il termine previsto dall’articolo 6 della legge 604/1966. La società datrice di lavoro aveva quindi eccepito la decadenza degli altri eredi, sostenendo che l’atto non potesse produrre effetti nei loro confronti.
Nel merito, il Tribunale ha dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa di un venditore di zona, riconoscendo un risarcimento pari a quindici mensilità. Il lavoratore aveva inserito 14 ordini con un prodotto non disponibile per consentire ai clienti di evitare commissioni aggiuntive. Pur ritenendo la condotta consapevole, il giudice ha considerato sproporzionato il licenziamento, valorizzando l’anzianità ultraventennale, l’assenza di precedenti disciplinari, il danno economico minimo e la mancanza di vantaggi personali.
