La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15087 del 5 giugno 2025, ha stabilito che il recesso del socio in una S.p.A. è un atto unilaterale recettizio che produce effetti immediati dal momento in cui viene comunicato alla società, determinando la perdita immediata di tutti i diritti patrimoniali e corporativi, salvo il diritto alla liquidazione della quota. Tuttavia, tale recesso è soggetto a una condizione risolutiva: entro 90 giorni la società può revocare la delibera che lo ha legittimato o deliberare lo scioglimento (art. 2437-bis, comma 3, c.c.). In caso di revoca, il socio riacquista ex tunc lo status di socio, con la conseguente legittimazione ad impugnare la delibera di revoca e altre deliberazioni adottate successivamente al recesso. Prima della revoca, invece, il socio receduto non ha alcun diritto di partecipazione o di impugnazione, poiché ha perso lo status di socio.