Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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13 Marzo 2026
INIDONEITÀ ALLA MANSIONE NON BASTA PER LICENZIARE: NUOVA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
La semplice dichiarazione di inidoneità alla mansione da parte del medico competente non è sufficiente per licenziare un lavoratore. Prima di procedere al licenziamento, il datore di lavoro ha l’obbligo di verificare se il dipendente può essere assegnato ad altre attività compatibili con il suo stato di salute, anche di livello inferiore. Se il lavoratore è disabile, l’azienda deve inoltre adottare ragionevoli accomodamenti per permettergli di continuare a lavorare. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4624 del 2 marzo 2026 ha infatti stabilito che il licenziamento è legittimo solo come ultima soluzione, quando non esistono altre mansioni idonee o soluzioni organizzative possibili. Nel caso esaminato, un lavoratore dichiarato non idoneo alla mansione di sorvegliante antincendio era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo. Tuttavia, una consulenza tecnica d’ufficio ha poi dimostrato che il giudizio del medico competente era errato. Di conseguenza, il licenziamento è stato ritenuto illegittimo. La Cassazione ha inoltre chiarito che l’azienda è responsabile degli errori del medico competente, poiché si tratta di un collaboratore del datore di lavoro. Il datore avrebbe potuto chiedere ulteriori verifiche all’ASL o ad altre strutture pubbliche prima di procedere al licenziamento. Se questo non avviene, l’errore non può ricadere sul lavoratore, che ha diritto al risarcimento.
