Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale
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21 Febbraio 2025
DIVIDENDI ESTERI E CREDITO D’IMPOSTA: LA DOCUMENTAZIONE È FONDAMENTALE
Con la sentenza n. 8655/13/2024, la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Catania ha respinto il ricorso di un contribuente che aveva richiesto il rimborso delle imposte pagate in Italia su dividendi di fonte estera. Inizialmente dichiarati nel quadro RM della dichiarazione dei redditi per il periodo 2019-2022, il contribuente aveva successivamente chiesto lo scomputo delle ritenute estere, basandosi su precedenti della Cassazione.
Il diniego è stato motivato dalla mancata chiarezza nella documentazione fornita: gli importi dichiarati non coincidevano con quelli richiesti a rimborso e non era stata prodotta una documentazione adeguata a dimostrarne la composizione. Secondo i giudici, sarebbe stata necessaria una dettagliata ricostruzione supportata da documenti idonei, come una perizia giurata.
Questa decisione conferma l’importanza di una documentazione completa e precisa per ottenere il rimborso delle imposte estere. La Cassazione, con la sentenza n. 25698/2022, ha stabilito che lo scomputo del credito d’imposta è possibile anche per redditi soggetti a imposta sostitutiva in Italia, purché il contribuente possa dimostrare l’effettivo pagamento delle imposte all’estero. Tra le prove accettabili rientrano certificazioni fiscali rilasciate dalle autorità straniere o dai soggetti eroganti i dividendi, corredate da ricevute di pagamento.
Nella pratica, il reperimento di tali documenti risulta spesso complesso, specialmente quando le banche italiane non dispongono delle informazioni necessarie. La collaborazione della banca estera depositaria diventa quindi un fattore determinante per la riuscita delle richieste di rimborso.
