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  • 1 Luglio 2022

DIRITTO DI FAMIGLIA: impresa individuale comunione “de residuo”

La Cassazione a Sezioni unite (sentenza n. 15889 del 17.5.2022) ha chiarito la corretta interpretazione della norma che prevede, per alcune fattispecie, il formarsi della comunione “de residuo. E’ il caso che riguarda, ad esempio, l’impresa individuale sorta dopo il matrimonio, nei confronti del coniuge non imprenditore. I giudici hanno stabilito che sui beni dell’impresa non si forma una comunione tra i coniugi, bensì sorge un credito in favore del coniuge non imprenditore nel momento in cui la comunione si scioglie (art. 178 del Codice civile), per un importo pari alla metà del valore dei beni e degli incrementi. In tal modo il coniuge imprenditore mantiene la propria autonomia e la propria attività d’impresa non subisce pregiudizi, in quanto non è tenuto a condividere la proprietà dei beni aziendali (col coniuge), le decisioni imprenditoriali.    


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