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Baldi Prati & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 3 Luglio 2026

CONFERIMENTI IN NATURA NELLE SRL: LA PERIZIA NON GIURATA NON RENDE NULLO IL CONFERIMENTO

Con la sentenza n. 22089/2026, la Corte di Cassazione ha affermato che la mancanza del giuramento nella perizia di stima prevista per i conferimenti in natura nelle Srl non comporta la nullità del conferimento né della delibera assembleare che lo approva.

La vicenda trae origine da un conferimento d’azienda in una società a responsabilità limitata accompagnato da una relazione di stima redatta da un revisore legale, ma non asseverata con giuramento. La questione centrale riguardava quindi la validità dell’operazione societaria alla luce dell’art. 2465 c.c., che prevede espressamente la necessità di una relazione giurata per i conferimenti in natura.

Secondo la Corte, pur trattandosi di un adempimento rilevante a tutela dell’effettività del capitale sociale e dei creditori, il giuramento non costituisce un elemento essenziale dell’atto. In assenza di una sanzione espressa di nullità, la sua omissione non è sufficiente a travolgere né il conferimento, né la deliberazione assembleare che lo recepisce.

La perizia viene quindi qualificata come un atto funzionale al controllo del valore dei beni conferiti, ma non come un elemento costitutivo del negozio societario. Ne consegue che l’operazione rimane valida, anche se il documento presenta un vizio formale, purché la decisione societaria sia stata adottata regolarmente.

La Cassazione precisa, però, che l’omissione non è priva di effetti. Qualora il valore attribuito ai beni conferiti risulti non corretto, non si escludono profili di responsabilità a carico del conferente, del revisore e degli amministratori che abbiano autorizzato l’operazione senza adeguate verifiche.


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