La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1880 del 27 gennaio 2025, ha stabilito che il whistleblowing non è applicabile quando la segnalazione avviene per scopi personali o per contestazioni inerenti al rapporto di lavoro con i superiori. Tale principio, riprendendo la pronuncia n. 17715/2024, conferma che il lavoratore non può subire sanzioni o discriminazioni per una segnalazione riguardante un illecito, anche non penalmente rilevante. La decisione si inserisce nell’evoluzione normativa dell’istituto, originariamente disciplinato per i dipendenti pubblici ex art. 54-bis D.Lgs. 165/2001, poi esteso alle imprese private con il modello 231 e infine generalizzato con il D.Lgs. 24/2023.