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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 3 Aprile 2026

SENZA SOSPETTI CONCRETI I CONTROLLI SONO NULLI: LAVORATORE REINTEGRATO

La Corte d’Appello di Roma, con sentenza del 23 febbraio 2026, ha disposto la reintegra e il risarcimento (pari a dodici mensilità più contributi) per un lavoratore licenziato per giusta causa, ritenendo inutilizzabili le prove raccolte contro di lui. I video realizzati di nascosto da investigatori privati non possono infatti essere usati se i controlli difensivi non sono fondati su un sospetto concreto e specifico di illecito, che il datore deve dimostrare, e se non rispettano il bilanciamento con i diritti alla privacy e alla dignità.

Nel caso concreto, l’azienda aveva sostenuto di aver subito ammanchi di magazzino, ma non ha fornito elementi oggettivi a supporto. Le riprese mostravano il dipendente mentre consumava cibo, ma la testimonianza del direttore evidenziava solo episodi isolati e poco gravi.

È stato inoltre accertato che gli alimenti venivano pagati regolarmente e che l’uso del laboratorio come area per mangiare era tollerato, a causa di assenza di luogo adibito a mensa sul posto di lavoro. La mancanza di un’autorizzazione formale a consumare cibo in laboratorio non è stata ritenuta sufficiente per giustificare il licenziamento. In conclusione, la condotta del lavoratore poteva al massimo comportare una sanzione conservativa, rendendo il licenziamento sproporzionato e quindi illegittimo.


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