In tema di responsabilità amministrativa da reato degli enti da reati colposi di evento in violazione della normativa antinfortunistica, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4210/2024, ha ribadito che i criteri di imputazione oggettiva, rappresentati dall’interesse o dal vantaggio, sono da attribuire alla condotta del soggetto agente anziché all’evento stesso. L’interesse è rilevante quando l’autore del reato viola la normativa cautelare con l’intento consapevole di ridurre i costi, senza necessariamente conseguire questo obiettivo effettivamente. Il vantaggio, invece, si verifica quando la violazione sistematica genera un beneficio per l’ente, come risparmio di spesa o aumento della produzione, indipendentemente dalla volontà esplicita di ottenere tale vantaggio.