Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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19 Dicembre 2025
LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO: IL TRIBUNALE DI ROMA CONVALIDA LA SOPPRESSIONE DELLA POSIZIONE DI GRAPHIC DESIGNER PER RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE E CRISI FINANZIARIA.
La sentenza del Tribunale di Roma, Sezione IV Lavoro, n. R.G. 39118 del 2023, ha respinto il ricorso di un dipendente, condannandolo a compensare le spese di lite. Il provvedimento conferma la validità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo (GMO), basato su riorganizzazione aziendale. Il principio ispiratore è quello giurisprudenziale della Suprema Corte (Cassazione), che pone sul datore di lavoro l’onere di provare la sussistenza del GMO, inclusa l’allegazione e la prova dell’impossibilità del repêchage (ripescaggio) del lavoratore. La Cassazione richiede che il datore fornisca una prova positiva della mancanza di posizioni lavorative idonee. Nel caso concreto il dipendente, un graphic designer, impugnava il licenziamento del maggio 2023. Egli sosteneva l’illegittimità dell’atto, ritenendo che le motivazioni di riorganizzazione e soppressione della posizione fossero pretestuose. La società resistente ha invece dimostrato lo stato di crisi economico-finanziaria negli anni 2022-2023 e la conseguente riorganizzazione aziendale necessaria. Tale riassetto implicava l’abbandono del settore design, per concentrarsi sui progetti principali legati alla Cyber Intelligence. Il Giudice ha ritenuto che il datore di lavoro avesse assolto l’onere probatorio, confermando l’impossibilità di ricollocare il ricorrente data la soppressione del settore non indispensabile al core business dell’azienda.

