Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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21 Novembre 2025
LAVORO TRANSFRONTALIERO DA REMOTO: LE NOVITÀ DELL’OCSE
L’OCSE ha aggiornato il commentario al modello di Convenzione contro le doppie imposizioni, introducendo novità sul lavoro da remoto transfrontaliero, una questione resa più complessa dai modelli post-pandemia. La principale modifica riguarda l’articolo 5, che definisce la stabile organizzazione. Non basta il semplice utilizzo di un luogo da parte di un dipendente per considerarlo una sede d’affari dell’impresa: l’analisi deve verificare se il luogo è regolarmente utilizzato, se è a disposizione dell’impresa per le sue esigenze commerciali e se l’attività viene svolta con continuità. Una novità significativa è l’introduzione di una soglia del 50%: se il dipendente lavora in un luogo per meno del 50% del tempo, non si configura una stabile organizzazione. In caso contrario, è necessaria un’analisi approfondita. Un altro aspetto chiave è la “ragione commerciale”: la presenza di un dipendente in un altro Stato deve essere giustificata da motivi legati al business, come interazioni con clienti o fornitori locali. L’OCSE fornisce anche esempi pratici che, pur non essendo vincolanti, orientano l’applicazione del principio, sottolineando l’importanza di una valutazione caso per caso. Il commentario non introduce esenzioni generali, ma invita le imprese a mappare e giustificare i modelli di lavoro ibrido e transfrontaliero, documentando le ragioni organizzative e commerciali delle scelte adottate.

