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18 Luglio 2025
LA CAPARRA CONFIRMATORIA È VALIDA ANCHE SE VERSATA DOPO IL PRELIMINARE
La Corte di Cassazione ha stabilito che la caparra confirmatoria può configurarsi anche qualora la somma venga versata dopo la stipula del contratto preliminare di vendita immobiliare, purché ciò avvenga prima della scadenza delle obbligazioni pattuite.
Il caso giudicato dalla Suprema Corte riguardava una coppia che aveva chiesto la risoluzione di un contratto preliminare per l’acquisto di un appartamento, ottenendo dal tribunale la restituzione delle somme versate, qualificate però come semplice acconto. Gli acquirenti avevano impugnato tale qualificazione sostenendo che si trattasse, invece, di caparra confirmatoria, ma la Corte d’Appello aveva respinto l’impugnazione, confermando la natura di acconto delle somme trasferite.
La vicenda è così giunta in Cassazione, dove i ricorrenti hanno contestato il fatto che la mancata qualificazione delle somme come caparra fosse motivata unicamente dal fatto che il pagamento era avvenuto in un momento successivo alla firma del contratto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, precisando che, poiché la forma scritta ad substantiam è richiesta solo per gli elementi essenziali del contratto, mentre gli elementi accessori possono risultare anche da atti non formali, la caparra confirmatoria può essere validamente pattuita anche in modo non contestuale alla firma del contratto. Ciò che importa è che il versamento avvenga prima della scadenza delle obbligazioni pattuite con il preliminare.

