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Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale

  • 14 Novembre 2025

CASSAZIONE LAVORO: IMPOSTA LA LINGUA INGLESE SENZA INTERPRETE? È CONDOTTA ANTISINDACALE

La Corte Suprema di Cassazione, con l’Ordinanza R.G.N. 1791/2021, Sezione Lavoro, ha stabilito il principio secondo cui l’imposizione unilaterale dell’uso esclusivo della lingua inglese, in assenza di un adeguato servizio di interpretariato, costituisce oggettivamente una condotta antisindacale. La pronuncia riguarda una controversia in cui una società, attiva a livello internazionale, aveva condizionato la convocazione e le modalità di funzionamento di un organo di rappresentanza dei lavoratori, previsto dal d.lgs. n. 113/2012, pretendendo che le negoziazioni si svolgessero unicamente in lingua inglese e spesso tramite videoconferenza. I Giudici hanno ritenuto che tale pretesa aziendale inducesse una “vera e propria menomazione” della capacità di confronto dei rappresentanti, specialmente considerando la diversa provenienza nazionale dei componenti, vanificando il valore costruttivo del negoziato collettivo e risultando equivalente a un rifiuto dello stesso. La Cassazione ha, quindi, rigettato il ricorso della società, confermando la declaratoria di antisindacalità pronunciata in appello.


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