Baldi & Partners News – Notiziario Settimanale
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19 Luglio 2024
ATTRIBUZIONE PARTITA IVA ITALIANA CON EFFETTO RETROATTIVO
La risposta a interpello 147/2024 delle Entrate affronta il tema della possibilità di richiedere il rimborso dell’imposta assolta sugli acquisti effettuati in Italia da parte di un soggetto non residente, privo di stabile organizzazione in Italia e privo di identificazione diretta o di rappresentante fiscale al momento di effettuazione degli acquisti.
Nel caso oggetto dell’interpello, l’istante società non residente in Italia, chiedeva di poter ottenere il rimborso dell’Iva su acquisti effettuati sette anni prima, previa apertura della partita Iva e successiva presentazione della dichiarazione Iva retroattiva riferita all’anno in cui era stata realizzata la prima operazione, indicando l’imposta a credito e richiedendola a rimborso. L’Agenzia ha negato questa possibilità all’istante, in quanto la prima operazione risaliva a sette anni addietro, affermando tuttavia, come l’attribuzione della partita Iva abbia lo scopo di favorire le attività di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, ma non sia un atto costitutivo del diritto alla detrazione, che sorge quanto l’imposta detraibile diventa esigibile. Di conseguenza, l’identificazione può avvenire anche dopo il compimento dell’operazione, purchè entro un termine “ragionevole”.
L’Agenzia chiarisce, inoltre, che l’identificazione diretta, al pari della nomina di un rappresentante fiscale, non preclude al soggetto non residente la facoltà di chiedere il rimborso Iva mediante la procedura del portale elettronico gestito dal Centro operativo di Pescara, a condizione che le fatture di acquisto la cui Iva è richiesta a rimborso siano intestate alla partita Iva del soggetto non residente e che esse non confluiscano nelle liquidazioni periodiche e nella dichiarazione Iva annuale presentata utilizzando la partita Iva italiana.

